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Ora che lo smart working si è trasformato nella quotidianità per milioni di persone, diventa indispensabile la creazione di una zona ufficio tra le mura domestiche. Ma come orientarsi per l’arredamento di uno studio in casa? Oggi, si predilige creare una zona nascosta o apparentemente chiusa, in grado di assolvere a più funzioni: controllare l’email, tenere la contabilità domestica, scrivere, editare foto e video sul computer. Ma anche nell’arredamento di questi spazi, a predominare sono sempre l’amore per il bello e il desiderio di creare un luogo che sia in armonia col resto della casa.

Ispirazioni e consigli per una zona home office 

Per chi ne ha la possibilità, una buona progettazione iniziale sarebbe sempre consigliata. Non è facile, infatti, ricavare zone studio se non si ha lo spazio sufficiente o se non esiste un angolo apposito, concepito sulla planimetria dell’abitazione. Per chi invece deve ricavare lo studio su una pianta domestica già esistente, il consiglio è privilegiare sempre ordine ed estetica. Ordine significa optare per una forte compostezza: scegliere postazioni con più cassetti possibili o quantomeno zone chiudibili, in modo tale da mantenere vivo il workflow senza dovere ogni volta rimettere tutto a posto. Inoltre, chiudendo porte, ante o cassetti, non si vive con l’ansia di avere un ufficio disordinato a vista, all’interno della propria abitazione.

Un piccolo studio da arredare con grandi idee

Se la casa ha una metratura molto piccola, bisogna trovare idee ad alto tasso di praticità: arredare un piccolo studio, come fosse un contenitore di pura astrazione, ma pur sempre funzionale. Si può creare, ad esempio, un piccolo studio nell’ingresso di casa, se la struttura presenta degli spazi o delle nicchie da sfruttare. Fondamentale è poi scegliere i colori giusti: uno studio, anche se piccolo, deve trasmettere serenità e concentrazione e per questo è fondamentale la scelta di cromie neutre, leggere, in continuità col resto della casa. Scegliere un colore troppo scuro potrebbe appesantire l’ambiente e rendere più difficile la concentrazione, soprattutto in uno spazio già piccolo che apparirà ancor più ridotto e opprimente.
Chi invece dispone di uno spazio ampio da adibire a studio dentro casa, può davvero divertirsi. Oltre ai complementi d’arredo tipici delle zone lavoro, uno studio di alto livello quasi sempre propone anche un divano. Tra le tante collezioni Bontempi, è facile trovare un divano di qualità, capace di conferire carattere e personalità a uno studio, anche domestico.

Dakota: divano Bontempi Casa
Dakota: il divano firmato Bontempi casa

Arredare lo studio di casa: cose a cui non si può rinunciare

Per arredare lo studio di casa, ci sono alcuni mobili di cui non si può fare a meno. Uno scrittoio: qualunque sia la sua dimensione, l’importante è che contenga tutto ciò che è essenziale per lavorare. Se poi si vuole dare all’ambiente più prestigio, si può inserire un tavolo al posto della scrivania. Ad esempio, il modello Bridge Bontempi: tavolo rettangolare e a botte, fisso o allungabile, con struttura e dettagli decorativi in acciaio laccato.
Una sedia: meglio se ergonomica, visto l’utilizzo protratto per varie ore durante la giornata.
Un pouf o una poltrona: ogni tanto cambiare punto di vista aiuta a riflettere meglio, ad avere nuove idee e a lavorare con una prospettiva diversa.
Una libreria: eventualmente su misura, se si hanno piccole nicchie a disposizione.
Una lampada o dei faretti: una buona illuminazione è fondamentale per ogni tipo di lavoro.

Charlotte: libreria Bontempi Casa
Charlotte: la libreria firmata Bontempi casa

Vintage o minimal: con che stile arredare lo studio di casa

Uno studio moderno, in stile minimal, predilige linee geometriche: un design contemporaneo, mobili semplici, poco vistosi. In questa concezione, lo spazio è il protagonista principale, quindi gli elementi di arredo devono essere ridotti all’essenziale. Il materiale per eccellenza sarà il metallo, anche declinato nelle sue versione laccate.
In uno studio dal sapore vintage invece il legno sarà il materiale dominante. Gran parte delle scrivanie vintage spiccano per i loro caratteristici intarsi, cosi come per le decorazioni sulle gambe della struttura. Immancabili saranno poi la cassettiera a lato, la libreria e, magari, la cosiddetta lampada da notaio in vetro opaco verde.

Uno scenario outdoor può diventare davvero esclusivo se si scelgono complementi d’arredo di qualità, che lo rendano attraente e vivibile come e più di uno spazio indoor. Il privilegio del vivere all’aperto passa attraverso la scelta di pouf e poltrone studiati ad hoc per l’esterno: mobili realizzati con tessuti e materiali adatti ad affrontare le sfide metereologiche. Elementi funzionali, resistenti, flessibili e di design, che uniscano estetica e praticità, con lo scopo di regalare relax e comfort a ospiti e proprietari.

Pouf e poltrone da esterno: consigli e ispirazioni

Prima regola: sbizzarrirsi, lasciarsi stimolare dalla grande varietà di modelli esistenti. Colore, modularità e comfort caratterizzano tutte le collezione outdoor, che comprendono poltrone, pouf e panche. Le poltrone, in particolare, sono l’elemento imprescindibile di un salotto all’aria aperta che sappia essere al tempo stesso confortevole ed elegante, così da favorire le occasioni di convivialità. Per scegliere le migliori poltrone outdoor, è fondamentale individuare le corrette proporzioni e le simmetrie in grado di valorizzarle all’interno dello spazio a disposizione. I pouf invece rappresentano un vezzo che comunica stile e passione per il design: la volontà di completare gli esterni, andando a riempire eventuali spazi vuoti con l’originalità e il capriccio di un pouf. Se ne trovano di tutti i tipi: coloratissimi, piccoli o oversize, con forme decise, linee pulite, giochi geometrici e volumi audaci.

Pouf per giardino: vantaggi e svantaggi

Il pouf da giardino è un complemento d’arredo per esterni sofisticato e chic. Oltre a rappresentare una comoda seduta, può essere utilizzato come contenitore e, all’occorrenza, come tavolino d’appoggio. Rotondi o quadrati, ormai tutti i modelli di pouf sono realizzati con materiali tecnici, per durare nel tempo e resistere all’azione degli agenti atmosferici. Ovviamente alcuni materiali, il legno ad esempio, sono più fragili. Mentre i modelli in metallo o plastica risultano più performanti sul lungo periodo. Interessante è anche l’utilizzo della fibra sintetica: plastiche intrecciate che richiamano gli arredi in rattan ma sono più resistenti all’usura nel tempo.

Forme e materiali: pouf classici e originali

I pouf da giardino sono disponibili in molteplici tipologie e dimensioni, a cominciare dall’iconico pouf a sacco, dalla forma classica e sinuosa: è il modello più conosciuto e tradizionale, quello che salta immediatamente alla mente. Si tratta di una beanbag stabile e voluminosa, in genere riempita di perline EPS e rivestita in morbido tessuto per ottenere un effetto soffice ed elastico, che si adatta perfettamente alla forma della persona che ci si appoggia. Questo tipo di pouf a sacco solitamente ha dimensioni piuttosto ampie e – per  essere adatto all’esterno – deve essere rivestito da un tessuto impermeabile: certi modelli si possono proporre anche al mare, addirittura sul bagnasciuga, come accade spesso nei resort di lusso. In tal caso, i tessuti devono essere idrorepellenti, resistenti ai raggi UV e inattaccabili da alghe e funghi.
Tra i pouf più originali, molto in voga sono quelli rettangolari: perfetti anche per essere utilizzati come coffee table. Mentre i pouf da giardino rotondi sono ideali per creare zone lounge con sedute singole, magari su un prato inglese.

Come scegliere le sedie outdoor

Curato nei minimi dettagli, ogni giardino, veranda, patio o piscina può trasformarsi in un’oasi di relax, dove trascorrere momenti piacevoli, godendo del benessere all’aperto. Per ottenere questo risultato, è basilare disporre di sedie belle e comode. Che siano anche resistenti ai raggi solari, facili da lavare e impermeabili alle intemperie. La tendenza odierna nell’arredamento punta a mantenere una certa continuità di stile tra l’interno di un’abitazione e il suo esterno: per questo motivo, è importante mantenere una coerenza cromatica tra interno ed esterno e, se possibile, una continuità in termini di materiali. Ultimamente, plastica e legno sono stati man mano sostituiti da nuove soluzioni. Oggi, vengono spesso scelte sedie in ferro e alluminio, realizzate con tecniche specifiche e ricoperte da verniciature che ne garantiscono una maggiore resistenza. Qualora si tratti di sedie ampie che ospitano cuscini, meglio privilegiare quelli prodotti in textilene: un tessuto sintetico praticamente indistruttibile, in grado di resistere a qualsiasi tipo di usura e di condizione meteo. In alternativa, si può optare per il batyline, tessuto che riesce a contrastare gli effetti dei raggi del sole e dell’umidità: gli schizzi d’acqua infatti sono da mettere in conto (specialmente nei salotti a bordo piscina). Tra le sedie outdoor, merita una citazione per design e praticità il modello Rocket di Bontempi.

Rocket: sedia Bontempi Casa
Rocket: la sedia firmata Bontempi casa

Per avvicinarsi al mondo delle lampade a sospensione, bisogna partire facendo una distinzione: spesso infatti si tende a confondere le lampade a sospensione coi lampadari. Si tratta invece di due categorie distinte, pur all’interno dello stesso settore: l’illuminazione. Le lampade hanno una sola cosa in comune coi lampadari: sono anch’esse appese al soffitto, ma a differenza dei lampadari difficilmente sono usate come luce principale. Le lampade a sospensione di solito sono accostate a lampade da terra. E sovente presentano paralumi di design.
Il lampadario invece ha come scopo principale quello di illuminare l’ambiente, decorando il soffitto. Si distingue dalle lampade soprattutto per la sua capacità di fornire un’illuminazione completa. Altra differenza: una volta installato, è raro rimuoverlo per via della pesantezza e delle poco agevoli manovre di disinstallazione che richiede.

Lampade a sospensione: come scegliere quella giusta

Le tendenze dell’arredamento negli ultimi anni hanno mostrato la crescita rilevante nella produzione di lampade a sospensione, che incontrano sempre più il gusto di ampie fasce di target. Spesso, si tratta di lampade in materiali naturali e semplici, quali legno, tessuto e vetro. Particolarmente ricercate sono le lampade a sospensione dal design minimale, senza eccessivi decori.
Prima di scegliere una lampada a sospensione, è importante studiare lo spazio a disposizione e quantificare l’effetto di luce che si vuole creare. Dopo questa prioritaria scrematura, si valuta il design in termini puramente estetici, optando per il modello che meglio si sposa col resto dell’ambiente. In tal senso, spicca per originalità del disegno e qualità della realizzazione, il modello Spark di Bontempi Casa. Si tratta di una lampada composta da una a sei sospensioni con rosone, struttura in ottone naturale e vetro borosilicato e lampada a sospensione per composizioni a grappolo – da abbinare al rosone multiplo da ordinare separatamente – con struttura e decentratore in ottone naturale e vetro borosilicato.

Spark: lampada Bontempi Casa
Spark: la lampada firmata Bontempi casa

Lampade a sospensione moderne per arredare la cucina

La versatilità di questo tipo di complemento d’arredo è testimoniata dall’utilizzo diversificato che se ne può fare: se inizialmente le lampade a sospensione erano indicate specialmente per saloni e zone living, ora sono diventate un must per le cucine, specialmente quelle d’ispirazione moderna. Molto spesso si tratta di modelli in vetro: le lampade da cucina a sospensione in vetro permettono di giocare con opacità e trasparenze. Quelle in plastica invece consentono di avere molta luminosità e possono avere forme tradizionali, come le sfere. Esistono anche modelli in legno, carta, pietra naturale, alluminio, gomma e sempre più utilizzato è oggi il tessuto. La cucina è un luogo che accoglie, che ospita che mette insieme le persone, va quindi ben illuminato. E le lampade a sospensione danno la possibilità di creare un cono di luce ad hoc dove si preferisce: sul tavolo, sul piano lavoro, su piano cottura.
Esistono lampade a sospensione per la cucina in vario stile:
Sospensioni per cucina in stile classico: un modello che non passa mai di moda, può essere in stile liberty con vetri uniti e decori floreali, oppure vintage, con linee morbide, privo di decori.
Sospensioni per cucina in stile rustico o industriale: un modello con la campana in ferro o acciaio, scura all’esterno e chiara all’interno.
Sospensione moderna per la cucina: un modello che sperimenta forme particolari, ma soprattutto in materiali come plastica traforata, acciaio piegato o vetro.

Tutto quello che c’è da sapere sulle lampade a sospensione di design

Le lampade a sospensione di design spesso propongono una struttura in metallo, dallo stile industriale. È una scelta ben precisa: il forte impatto visivo si declina in molteplici tipologie e finiture, ne definisce lo stile e rende le lampade in metallo facilmente adattabili ad ambienti moderni come a quelli classici. Un modello esemplare di lampada a sospensione di design firmata Bontempi è Pandora, con rosone e corpo laccati nelle varie finiture disponibili.
Molte lampade di design a sospensione risultano perfette per illuminare il piano di lavoro dell’ufficio ed – essendo in gran parte orientabili – permettono di fare luce d’accento su specifici oggetti o porzioni di spazio.
Da segnalare infine il tema del risparmio energetico: la maggior parte delle lampade a sospensione di design sono abbinate a lampadine led. Da ciò, nasce la possibilità di ottenere un sensibile passo avanti nella lotta agli sprechi: i led usano infatti il 90% di energia in meno rispetto alle tradizionali lampade a incandescenza.

Pandora: lampada Bontempi Casa
Pandora: la lampada firmata Bontempi casa

Indispensabili ma anche decisamente impattanti a livello estetico. È questo aspetto che caratterizza le sedie, in ogni contesto d’arredo di alto livello. E tra le innumerevoli tipologie di sedie esistenti, le più comode sono indubbiamente quelle imbottite. Ma come trovare il giusto compromesso tra stile e praticità? E meglio scegliere sedie imbottite classiche o modelli dal design contemporaneo? Quando si tratta di scegliere le sedie imbottite, il punto di partenza è pensare dove saranno collocate e con quale funzione. La destinazione può essere molteplice: dalla più classica, intorno al tavolo da pranzo, allo studio, fino all’ingresso e alla camera da letto. Un altro criterio da non trascurare per la scelta delle sedie imbottite è l’abbinamento con gli altri arredi, che diventa decisivo qualora si decida di proporre nella stessa stanza differenti tipologie di seduta.

Sedie imbottite classiche: ispirazioni e idee

Scegliere sedie imbottite dallo stile classico è sempre una mossa vincente: si tratta di complementi d’arredo eleganti, capaci di impreziosire gli interni di case e uffici. Spesso, tra le sedie imbottite classiche si tende a preferire quelle rivestite in pelle: non a caso, queste soluzioni iconiche da sempre sono presenti nei cataloghi dei più sofisticati brand di lusso e spesso vengono esposte in musei d’arte moderna. La grande varietà di stili e formati consente di accedere a un’offerta vastissima, che si traduce in infinite possibilità di utilizzo: le sedie imbottite classiche infatti trovano posto anche in ambienti dal design moderno, per creare un contrasto che risulta sempre affascinante.

Sedie imbottite di design: le ultime tendenze

Le sedie imbottite di design mantengono il vantaggio di essere comode e confortevoli, pur catturando l’occhio con forme, volumi, colori e materiali moderni e innovativi. Sono sempre realizzate seguendo scrupolosi principi ergonomici ma si concedono qualche vezzo: ad esempio, la scelta di colori acidi e fluorescenti, di fantasie fortemente impattanti oppure l’accostamento di materiali costruttivi apparentemente disomogenei. Se poi, per arredamento di design moderno si intende lo stile minimal, la scelta ricade sovente su sedie imbottite total white oppure con materiali e finiture grey, che riproducono l’effetto cemento.

Perché acquistare sedie imbottite eleganti

C’è chi le chiama sedie imbottite eleganti, ma forse sarebbe più giusto chiamarle senza tempo. Quei modelli classici, che hanno fatto del loro rigore estetico una forza. Scegliere questo tipo di sedie imbottite eleganti significa andare sul sicuro: avere la certezza di conferire prestigio e autorevolezza all’ambiente che si intende arredare. Tra i tanti modelli che uniscono eleganza e design, spicca la collezione Chantal di Bontempi. Si tratta di una sedia con struttura in legno massello e struttura in acciaio, in tondino di acciaio. Gambe a sezione conica, girevole, con e senza ruote in alluminio laccato.

Chantal: sedia imbottita Bontempi Casa
Chantal, la sedia imbottita firmata Bontempi Casa

Come scegliere sedie imbottite da salotto

Per scegliere le sedie imbottite del salotto è bene iniziare da una valutazione delle finiture e dell’atmosfera che già esprime l’ambiente di partenza: così che ci sia una coerenza di colore e finitura. Una soluzione molto frequente è quella di affiancare sedie con e senza braccioli. In questi casi, si lascia in genere ai due posti capotavola la poltroncina perché ha più spazio a disposizione. I modelli a poltroncina sono pratici anche per aumentare il numero di posti a sedere nella zona conversazione quando ci sono ospiti e magari il salotto non è così ampio da contenere vere e proprie poltrone fisse. Tra i diversi modelli di sedie imbottite da salotto formate Bontempi spicca Drop, elegante, funzionale e di design.

Drop, sedia imbottita Bontempi Casa
Drop, la sedia imbottita firmata Bontempi Casa

Sedie imbottite da cucina: guida alla scelta

Perché una sedia imbottita sia comoda anche in cucina, bisogna da subito valutarne le dimensioni in relazione al tavolo cui verrà abbinata. Va considerato uno spazio di circa 30 cm tra la seduta e la parte inferiore del tavolo e, nel caso di una seduta imbottita, bisogna misurare l’altezza che garantisce la comodità sia senza, sia col peso di una persona: così da capire quanto si abbassa l’imbottitura. Oltre all’altezza della sedia, vanno verificate anche la larghezza e la profondità della seduta: sarebbe antiestetico avere sedie che sporgono in maniera disordinata o sono troppo ravvicinate tra loro.

Quando si parla di design in tema di illuminazione, il primo spontaneo pensiero va a una lampada da terra ad arco. Come suggerisce il nome, le lampade ad arco si distinguono per il lungo braccio curvo, detto anche stelo, spesso sostenuto da una base in marmo o in metallo. Una lampada da terra ad arco impreziosisce la stanza, anche quando è spenta: il suo stile senza tempo si sposa bene con un arredamento d’ispirazione moderna ma anche con un ambiente dai tratti più classici.

Come scegliere una lampada da terra ad arco

La prima, basilare, domanda da porsi è: che tipo di illuminazione richiede la stanza in cui verrà posizionata la lampada, o meglio ancora che tipo di utilizzo si intende fare di quella stessa stanza. Le lampade da terra ad arco infatti sono estremamente versatili. Per dimensioni, design e caratteristiche, si prestano all’utilizzo in tanti differenti scenari domestici e professionali: vicino a un tavolo da pranzo o a una scrivania, di fianco a un divano o a una poltrona, in corridoio, in un angolo dedicato a relax e lettura, in camera da letto e perfino in una grande sala da bagno. Naturalmente, ognuno di questi ambienti ha esigenze di illuminazione specifiche. Ciò determina la scelta di un particolare modello, a scapito di un altro: con uno o più steli, con uno o più punti luce.

Lampada da terra ad arco Circle firmata Bontempi Casa
Circle, Lampada da terra ad arco firmata Bontempi Casa

Lampada da terra ad arco: estetica e funzionalità in perfetto equilibrio

Un fattore importante nello scegliere una lampada da terra ad arco è la possibilità di personalizzarla: per esempio, il braccio della lampada può essere allungato o accorciato. E il paralume può essere inclinato per orientare il fascio di luce in differenti direzioni. Le lampade ad arco da terra sono un’opzione versatile per illuminare gli ambienti. Questa grande flessibilità le rende adatte a molti progetti di illuminazione: in particolare, sono perfette per illuminare un piano orizzontale, che sia un tavolo o una seduta.

Quale modello scegliere tra i tanti a disposizione.

La lampada da terra ad arco è un pezzo iconico nel mondo dell’home interior. Proprio per questo motivo è stata spesso reinterpretata da differenti generazioni di designer. Il modello più classico nasce negli anni sessanta e consta sostanzialmente di tre elementi: base in marmo, stelo curvo e paralume a forma di mezza sfera. Molto apprezzate sono poi le lampade ad arco con tre luci: hanno tre steli e su ognuno è fissato un punto luce, che si può accendere singolarmente. Nel corso degli anni, la sperimentazione ha portato alla nascita di modelli dal design più estremo. Tra questi, spicca per eleganza, originalità e carattere la lampada da terra ad arco Circle.

 Circle, Lampada da terra ad arco
Circle di Bontempi Casa è la nuova Lampada da terra ad arco

Lampada da terra ad arco: altezza, mezza bellezza

Quando si sceglie una lampada da terra ad arco, lo si fa per creare un ambiente sofisticato e godere di una varietà di atmosfere. Un fattore decisivo da considerare nella scelta, è l’altezza della lampada: l’altezza definisce in quale modo la luce andrà e distribuirsi nella stanza. L’altezza ideale di una piantana ad arco da terra varia tra 170 e 210 cm. Molto dipende dallo scenario di utilizzo: ad esempio, chi desidera che il fascio di luce illumini un tavolo da pranzo, naturalmente dovrà optare per il modello più alto.

Perché acquistare una lampada da terra ad arco?

Una lampada da terra ad arco crea atmosfera. Immediatamente, conferisce all’ambiente in cui si trova calore e armonia.

Una lampada da terra ad arco è ottima per leggere, lavorare e studiare, avendo la scrivania ben illuminata senza l’ingombro di una lampada da tavolo.

Una lampada da terra ad arco è un punto luce di design fortemente decorativo. Disponibile in tanti modelli, colori e materiali.

Nell’arredare un ambiente domestico o professionale, la scelta del tavolo spesso fa la differenza. Più di ogni altro elemento, il tavolo deve coniugare estetica e funzionalità. Ecco perché chi vuole una soluzione di prestigio punta su un tavolo in legno massello.

Imperial, tavolo in legno massello Bontempi Casa
Tavolo in legno massello Bontempi Casa

Perché scegliere un tavolo in legno massello

È un materiale di grande pregio, dal forte impatto estetico e al contempo robusto, durevole e resistente.

In generale, richiede una ridotta manutenzione: va semplicemente trattato con prodotti quali cere nutritive e protettive.

È disponibile in una
grande varietà di sfumature cromatiche, a seconda dell’albero da cui proviene. E si adatta perfettamente a ogni ambiente, da quello più moderno a quello più rustico.

Cosa si intende per tavolo in legno massello

Il legno massello è un legname fresato direttamente dagli alberi, a differenza di altri come compensato, pannelli di fibra a media densità o impiallacciature, che sono realizzati invece con materiali compositi.

Non vengono utilizzati riempitivi o adesivi, il legno massello contiene fibre di legno originali: questo rende i tavoli in legno massello solidi e molto apprezzati esteticamente.

Tavoli in legno massello: quali elementi d’arredo abbinare?

Ambienti in stile vintage, arredamento d’ispirazione country: ovviamente, in questi contesti un tavolo in legno massello è perfettamente a suo agio. Ma non è l’unica possibilità d’utilizzo. Il tavolo in legno massello è spesso scelto per impreziosire, a contrasto, un ambiente in stile industriale: tra metallo, ferro, alluminio e acciaio, spicca la storia di un legno con le sue venature a rilievo. Alla stessa maniera, per creare un contrasto interessante e piacevole, i tavoli in legno massello sono spesso proposti insieme a complementi d’arredo minimal, freddi, ultramoderni. Questa versatilità emerge chiaramente nei modello di tavolo Bridge, emblema di un design assoluto che può abbracciare ogni stile d’arredamento.

Bridge, tavolo in legno massello Bontempi Casa
Tavolo Bridge, il tavolo in legno massello firmato Bontempi Casa

Quale legno scegliere per il tavolo in legno massello

Se si acquista un tavolo in legno massello con l’idea di utilizzarlo continuamente, meglio orientarsi su legni duri: per esempio, quercia e betulla. Se si vuole puntare alla massima durezza, allora vanno scelti mogano ed ebano, meglio invece evitare quelli più morbidi come abete e pino. Per un eventuale uso esterno, è consigliabile optare per rovere, olivo, teak e castagno, che hanno una naturale tendenza a resistere agli agenti esterni. Se la scelta di base nasce invece da esigenze cromatiche, la tavolozza di colori offerti dal legno massello è davvero ampia. In generale, tra i chiari vanno considerati pero, abete e larice. Tra gli scuri, castagno, noce ed ebano, passando per diverse sfumature di bruno e rosso, come rovere, ciliegio e olmo.

Tutti i segreti del tavolo in legno massello: forme, spazi e volumi

Se si ha intenzione di acquistare un tavolo in legno massello, per prima cosa vanno valutate le dimensioni dell’ambiente: idealmente, bisogna considerare 80 centimetri dalla parete e almeno un metro e venti dalla zona di passaggio. Naturalmente, se gli spazi a disposizione sono limitati si può pensare a un tavolo allungabile. Un altro parametro da considerare è l’altezza: quella consigliata è di 70-80 centimetri, mentre bisogna garantire uno spazio tra 50 e 60 centimetri di larghezza per ogni persona. Queste considerazioni determinano la scelta della forma del tavolo: quelli squadrati sono più pratici, creano rigore visivo, coi loro lati che possono essere messi in parallelo alle pareti. I tavoli circolari invece spiccano di più nella stanza, ma accorciano le distanze e cancellando le gerarchie nei posti a sedere. Interessante la forma ovale, che crea un compromesso tra la facilità di collocamento nella stanza e la convivialità.

Cuore pulsante e sommo protagonista della zona living, il divano è un complemento d’arredo che può cambiare totalmente la percezione di un ambiente, donando personalità, carattere e unicità al contesto. Una scelta importante, dunque, che deve necessariamente rispondere e soddisfare sia esigenze pratiche, come la corretta disposizione in base allo spazio, le forme e i modelli, sia fattori puramente estetici. Se alcuni divani, infatti, sono capaci di conquistare la nostra attenzione con un solo sguardo, è anche vero che l’amore a prima vista nasconde spesso delle insidie, come la scelta del colore e le caratteristiche proprie della zona che stiamo arredando.

Creare un’atmosfera perfettamente equilibrata e armonica dal punto di vista cromatico è, del resto, una delle priorità dell’interior design a cui bisogna dedicare grande attenzione.

Si può scegliere, ad esempio, di arredare da zero una casa e iniziare un nuovo progetto di home decor partendo proprio dal divano, rendendolo il pezzo forte e punto di partenza per ispirare l’intera zona living, oppure di inserire un divano nell’arredamento esistente, orientandosi quindi verso una scelta più efficace dal punto di vista della coerenza cromatica e stilistica.

In questo senso, la nuova collezione di Divani Bontempi Casa, composta da cinque modelli con relativi accessori e da una poltrona, vuole rispondere anche alle esigenze più articolate, grazie a un’ampia varietà di rivestimenti, nuances e cromie perfette per ispirare ogni tipologia di ambiente.

 Poltrona Bontempi linea Antares
Il suo design compatto e le impunture lo rendono un modello moderno e allo stesso tempo indiscutibilmente elegante.

I segreti per scegliere il colore del divano

L’universo cromatico del soggiorno è fonte di ispirazione per l’intero stile della casa e incide particolarmente su tutta l’atmosfera indoor. Questo è il motivo per cui la scelta del colore, specialmente se si parla di complementi d’arredo cardine della zona living come il divano, deve essere ben ponderata e studiata alla perfezione. Può sembrare complicato, ma esistono fattori determinanti che possono sorprendentemente indicarci la direzione giusta.

Ecco tre domande cruciali da porsi per iniziare al meglio un viaggio nel mondo del colore.

Quanto è grande la zona living?

Le dimensioni del soggiorno ci dicono moltissimo sulle caratteristiche del nostro futuro complemento d’arredo. Un salotto ampio, infatti, può accogliere senza problemi divani dai colori molto accesi, capaci di dare una personalità unica a tutto lo spazio; se il soggiorno ha dimensioni ridotte, invece, è preferibile scegliere tinte chiare per dare profondità all’ambiente senza correre il rischio di diminuire ulteriormente le dimensioni.

Lo spazio è illuminato?

Tra i consigli preziosi per scegliere il colore perfetto, uno dei più importanti consiste nel considerare la quantità di luce naturale presente nella stanza. Ad esempio, se le finestre sono molto ampie e consentono una luminosità generosa, si può osare una tonalità più scura; se invece la fonte di luce è limitata è meglio optare per una cromia più chiara in grado di riflettere la luce esistente e dare profondità all’ambiente.

Qual è lo stile complessivo della casa?

Se il soggiorno è completamente da arredare, si possono prendere in considerazione alcune tinte neutre per poi costruire attorno l’arredo in completa libertà o, al contrario, scegliere tonalità accese e vivaci per rendere il divano il fulcro del soggiorno.

Quando invece lo si inserisce in un contesto già arredato, si può procedere considerando il colore della pavimentazione, delle pareti e degli altri complementi d’arredo: ad esempio, un soggiorno con parquet e mobili in legno sposa perfettamente un sofà classico dal colore beige, crema o bianco.

Divani chiari o scuri: una sfida eterna

La psicologia del colore ha un peso notevole per l’atmosfera complessiva del soggiorno, nonché dell’intera casa. Dopo aver risposto alle nostre tre domande preparatorie, l’ultima cosa che resta da chiederci è: “Come voglio sentirmi in questo spazio?”

Scegliere una tonalità capace di riflettere il giusto stato d’animo è un passo cruciale per vivere al meglio l’ambiente e creare un equilibrio dove vivere in completa armonia.

Colori naturali e neutri

Le tinte neutre come bianco, grigio, crema e le diverse tonalità di beige sono nuances sempre attuali capaci di inserirsi armonicamente all’interno di ogni casa, identificando uno stile ben preciso che dona una sensazione di calma e relax.

Per uno spazio ampio, un buon esempio è Dakota, un divano dalla forma leggera e ricercata perfetto per soggiorni spaziosi e armonici che rappresenta una scelta lungimirante e sempre di moda. Se invece l’ambiente è più intimo e contenuto, la poltrona Kodi è un’opzione valida per dare personalità alla stanza.

Divano Bontempi della Linea Dakota
Un vero e proprio sistema di arredo che combinando la modularità dei suoi elementi con gli accessori a lui dedicati risponde ad esigenze di design, comodità e funzionalità.

Colori caldi e vivaci

Per creare un’atmosfera accogliente, le nuances più adatte ricadono sullo spettro che va dal rosso all’ocra, senza escludere le nuances sabbia. Sunset ad esempio, è ideale per creare grandi isole di relax con una forte personalità, senza dimenticare il tocco di classe di accessori colorati. Antares invece, si presta di più a contesti intimi che hanno bisogno di dinamicità.