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La cucina è uno dei luoghi più vissuti della casa, uno spazio da condividere con la famiglia e con gli ospiti in occasione di pranzi, cene e aperitivi informali. Per questo, è importante creare un ambiente versatile, accogliente e confortevole, e scegliere le sedie più adatte, tenendo conto dello spazio disponibile, delle diverse esigenze di utilizzo, ma anche della comodità e del design. Individuare la sedia giusta non è facile, anche per la vastità di prodotti in commercio. La prima cosa da fare è distinguere tra sala da pranzo e cucina vera e propria. In linea generale, una sedia che nasce per il soggiorno (sala da pranzo) non andrà bene in cucina.

Arredo cucina: perché vale la pena partire dalle sedie

Valutare attentamente la dimensione dello spazio in cui verranno inserite le sedie è il primo, indispensabile passo. Se lo spazio è ampio, si potrà optare per un tavolo grande e delle sedute confortevoli, magari anche con i braccioli. Al contrario se lo spazio è ridotto, anche sedie e tavolo dovranno esserlo. Entrando nello specifico, bisogna considerare che l’ingombro minimo di una persona seduta è di 50 cm per 60-70 cm. Una sedia solitamente ha la seduta di larghezza 45-55 cm, la profondità 45-60 cm ed è alta 40-50 cm da terra, con schienale minimo di 38 cm.
La sedia deve essere sempre scelta in base alle dimensioni del tavolo, specialmente in relazione all’altezza: un tavolo è alto mediamente 72-75 cm, addirittura 80-85 cm se antico. Perché una sedia sia considerata giusta per un tavolo, la distanza tra la sua seduta e il bordo inferiore del tavolo deve essere maggiore di 30 cm. In questo modo le gambe dei commensali potranno muoversi agevolmente e accavallarsi. Attenzione anche alla facilità nel riporre e far scivolare la sedia sotto il tavolo, in modo che le gambe del tavolo non si incastrino con quelle della sedia.

Sedie per cucina: suggerimenti e curiosità

Quando si arreda la cucina, bisogna concentrarsi sulla creazione di un ambiente confortevole e capace di comunicare calore, ma senza trascurare la funzionalità. In tal senso, il materiale delle sedie è assai rilevante e le possibilità sono infinite: legno, acciaio, alluminio, policarbonato o polipropilene, cuoio, pelle, ecopelle, tessuto, fibra di legno, plexiglass, resina, vimini o rattan. Tendenzialmente, si prediligono prodotti igienici, pratici e semplici da pulire come la plastica, i tessuti antimacchia, il legno o il metallo (aggiungendo un cuscino per ammorbidire la seduta). Uno dei consigli migliori da seguire consiste nell’orientarsi su un mix tra fibre naturali, per esempio il lino, e fibre artificiali come il poliestere. In questo modo, si coniugano resistenza, gradevolezza e facilità nella pulizia.

In termini estetici, si può scegliere una continuità stilistica col tavolo oppure una totale dissonanza. La prima opzione prevede l’acquisto di sedie con colori e materiali che richiamino quelli del tavolo o, ancora meglio, quelli del top della cucina. Basta anche un singolo dettaglio grafico o cromatico che richiami altri elementi d’arredo della cucina, per creare omogeneità e dare carattere a una delle stanze più importanti della casa.

Se invece si punta sull’effetto shock (dissonanza stilistica), bisogna slegare completamente la scelta del tavolo da quella delle sedie. Ad esempio, sedie ultra contemporanee sotto un tavolo super classico.

Quali sedie sono perfette per una cucina moderna

Per mettere in evidenza i modelli più adatti a una cucina moderna, cominciamo a chiarire quelli che sicuramente non vanno consigliati.

No alle sedie con schienale troppo alto, soprattutto in un ambiente così movimentato e dinamico come la cucina.

No alle sedie troppo pesanti. Saranno spostate di frequente, devono essere leggere e maneggevoli.

No alle sedie che in realtà sono delle poltroncine e magari presentano pure lo schienale inclinato.

No alle sedie dai colori chiari, esposte maggiormente alle macchie. Le cucine moderne osano, proponendo colori decisi, forti, a volte anche fluo.

No alle sedie con braccioli. Possono urtare contro il tavolo e soprattutto non rispettano le linee essenziali, geometriche, pulite delle cucine contemporanee.

Spesso, le cucine moderne sono caratterizzate da tavoli in vetro, quasi futuristici. Abbinate a questi tavoli, rendono particolarmente bene le sedie in resina. Mentre le sedie in metacrilato trasparente sono un ottimo suggerimento per dare modernità a un tavolo in legno scuro.

Bontempi: Sedia Ines
Chantal, la sedia da cucina firmata Bontempi Casa

Tra gli infiniti modelli di sedie che propone il mondo del design, quelle in pelle sono sicuramente le più ricercate: non si tratta di un trend, ma di un successo che dura da decenni. Le sedie in pelle dal design moderno sono un must, anche perché danno carattere a ogni tipologia d’ambiente: ad esempio, si adattano perfettamente al contesto domestico così come a quello professionale. E abbinarle non è difficile: appagano l’estetica sia accostate a complementi d’arredo classici, sia in abbinamento a elementi ultra moderni.

Sedie in pelle: guida alla scelta

La pelle e il cuoio sono materiali senza tempo, sempre assolutamente attuali, eleganti e versatili. Perfetti per impreziosire il living, la camera da letto, una sala lettura, qualche angolo particolare della propria abitazione, oppure un ufficio. La scelta tra cuoio e pelle spetta fondamentalmente al gusto personale: l’unico aspetto da tenere in conto è che la pelle, essendo più morbida, si presta meglio alla realizzazione delle sedute. Mentre il cuoio, evidentemente più duro, è più utilizzato per gli schienali. Entrambi i materiali, invecchiando, si ammorbidiscono e acquistano una colorazione e una texture piacevole, che rende le sedie in pelle moderne un elemento di design senza tempo. Naturalmente, serve un po’ di attenzione: pelle e cuoio vanno puliti e trattati con appositi prodotti e spesso la presenza di animali domestici e bambini piccoli ne mette a rischio la durevolezza.

In termini di stile, il gusto soggettivo è la discriminante ma esistono regole generali: se si cerca una sedia in pelle perché sia protagonista assoluta della stanza, meglio optare per un modello dal design originale, moderno, futurista. Oppure, proprio per distinguerla dal resto dei mobili, si può scegliere una sedia dal sapore vintage, che darà un tocco retrò all’ambiente.

Sedie in pelle moderne: interior design in purezza

Può sembrare un aspetto marginale ma stabilire, fin da subito, dove sarà posizionata la sedia aiuta a scegliere il modello, lo stile e il materiale più adatto. La funzione determina la scelta: se sarà parte dell’arredo del living, insieme a divani e poltrone, dovrà avere uno stile e un colore omogeneo col resto del layout. Se invece, la sedia andrà a occupare un angolo preciso della casa, magari accanto a un tavolino per sorseggiare un tè o leggere un libro, dovrà essere comoda, accogliente e con una spiccata personalità in termini estetici. Un esempio eloquente in questo senso è la sedia Bontempi Drop. Sedia con struttura in legno massello e in acciaio laccato con gambe a sezione conica, a traliccio e girevole. Scocca imbottita e rivestita in pelle ecologica, pelle ecologica Premium, velluto tecnico, tessuto Mambo, tessuto Lulù, Waterproof Nabuk, Waterproof Nabuk stampato, Pure Virgin Wool, Velluto,  tessuto Kvadrat Filed, tessuto Kvadrat coda e Pelle Premium.

Bontempi: Sedia Drop
Drop, la sedia da salotto firmato Bontempi Casa

Le sedie in pelle moderne spesso sono imbottite: si tratta di modelli contraddistinti dalla presenza di una struttura in legno o in metallo. Tra queste spicca la sedia Chantal firmata Bontempi Casa. Originali e d’effetto sono anche le sedie in pelle con il telaio in acciaio cromato, che presentano la conformazione a slitta al posto delle classiche quattro gambe.

Chi deve scegliere sedie in pelle per la cucina, deve verificare che l’altezza totale non superi i 90 cm, perché in cucina i movimenti sono più rapidi e frequenti e uno schienale alto diventerebbe un ostacolo fastidioso. Saranno da evitare inoltre sedie con braccioli e sedie troppo pesanti.
In termini di stile, le combinazioni sono molteplici a partire da queste macro categorie:

Sedia in pelle moderna. Stile contemporaneo, senza fronzoli, linee geometriche, colori decisi. Perfetta per leggere, guardare la tv, ricevere gli ospiti.

Sedia in pelle di design. Funge da comoda seduta, ma si fa notare anche e soprattutto come pezzo da arredamento. Non è necessario aggiungere altri accessori o complementi d’arredo: è già un’opera che attrae lo sguardo di chi entra nella stanza.

Sedia in pelle in stile scandinavo. Lo stile scandinavo negli ultimi anni ha avuto un grande boom, grazie alla qualità dei materiali e alla sensazione di benessere che trasmettono. Una sedia ispirata allo stile nordico è adatta a qualsiasi ambiente, basta scegliere il colore che si abbina meglio agli altri arredi.

Sedia in pelle e metallo. Un altro grande classico, che appartiene di diritto alla storia del design: la sedia in pelle e metallo caratterizza immediatamente un salotto con grande personalità.

Bontempi: Sedia Chantal
Chantal, la sedia da salotto firmato Bontempi Casa

I divani imbottiti in piuma d’oca rappresentano la massima espressione della morbidezza, abbinata al rigore estetico. Sono sempre realizzati seguendo precisi dettami in relazione alla qualità e alla provenienza della materia prima: la piuma d’oca, certificata. Sono divani ideali per chi desidera una seduta fondamentalmente soffice e vaporosa, che si adatti alla postura del corpo disteso o seduto.

Scegliere divani in piuma d’oca significa distinguersi 

La piuma d’oca, da sempre, è sinonimo di esclusività e altissima qualità. Questo tipo di materiale è considerato nobile per via della sua intrinseca natura, che si traduce nel conferire una straordinaria morbidezza ai divani. Di fondo, la piuma d’oca è un materiale organico e, come la lana, è considerata un flame-retardant naturale, non richiede particolari trattamenti e viene ritenuto ottimale per l´arredamento ad alta sicurezza. La piuma d’oca è inoltre antistatica, anallergica, igroscopica e isolante. In particolare, il cuscino in piuma d’oca si presenta come un involucro sezionato in diversi scomparti: all’interno di ogni sezione, viene inserita la quantità di piuma ideale per creare il cuscino e renderlo l’elemento soffice ed accogliente che sarà protagonista nel divano.

Tra i tanti modelli che si fanno notare per originalità del design ed eccellenza dei materiali, spicca la collezione di divani Bontempi Dakota. Si tratta di un vero e proprio sistema di arredo che combinando la modularità dei suoi elementi con gli accessori a lui dedicati risponde a esigenze di design, comodità e funzionalità. Il generoso utilizzo della piuma d’oca all’interno delle cuscinature, garantisce un elevato livello di comfort, oltre a conferire a tutto l’ambiente un aspetto vivo e accogliente.

Bontempi: Divano Dakota
Dakota, il divano da salotto firmato Bontempi Casa

Divani imbottiti in piuma: come orientarsi 

Non tutte le piume sono uguali e sul mercato è facile imbattersi nella proposta di divani, genericamente indicati come imbottiti in piuma. In questi casi, l’imbottitura può differenziarsi nell’aspetto e nelle caratteristiche qualitative. Le imbottiture migliori restano ovviamente quelle in piumino d’oca e d’anatra, le cui particolarità sono facilmente riconoscibili dal peso inferiore rispetto a quello delle altre imbottiture. D’altro canto, la piuma d’oca è ritenuta da alcuni fin troppo soffice. Dunque, per evitare il classico e fastidioso effetto di sprofondamento, molti brand optano per una soluzione mista: utilizzano piuma naturale solamente per una parte del volume interno del divano, ad esempio nello schienale. E completano il resto della struttura con un’anima in poliuretano espanso. Questo speciale mix di imbottiture genera un impeccabile comfort di seduta e un aspetto più ordinato e meno cedevole dell’imbottito. Ma anche la percentuale di poliuretano espanso è importante per stabilire se un divano è di valore o meno: ci sono le basse/medie densità di poliuretano espanso (5-10-15-20-25) e ci sono le alte densità (da 30 in su). La densità identifica quanti kg al metro quadro servono per far cedere la gommapiuma. Più è alta la densità, meglio è: l’imbottitura di un divano di qualità ha una densità 30/35 hp per schienali e sedute. L’imbottitura di un divano economico è in poliuretano con densità 15/20 hp per schienali e sedute.

Divani imbottiti: quale scegliere e dove posizionarlo

Nel decidere tra differenti divani qual è il modello più adatto alle proprie esigenze, è prioritario stabilire il tipo d’utilizzo che si ritiene di farne. L’offerta è vasta: tra divano classico o moderno, divani componibili, divani tondi o rettangolari, divanetti, divani in pelle moderni o in tessuto, divano con pouf o con poltrona, divani allungabili oppure con penisola. Chi punta su un divano imbottito classico, solitamente lo vuole grande e morbido, adatto al relax, da posizionare in salotto nei pressi del televisore o al centro della stanza, come fulcro della zona conversazione.

Un divano imbottito che duri nel tempo deve avere una struttura in legno massello e non in truciolare, come spesso accade con divani economici. L’imbottitura può essere realizzata con diversi materiali: ultimamente, si predilige il poliuretano espanso per la sua resistenza alla deformazione, in alternativa vengono utilizzati la gommapiuma o il lattice in fiocchi di silicone. Anche il colore riveste grande importanza: un divano imbottito scuro apparirà più ampio e imponente, mentre uno chiaro renderà gli spazi più leggeri e ariosi. Per quanto concerne i tessuti da rivestimento, si va dalla pelle alle varie stoffe, fino alle fibre sintetiche. Si possono utilizzare anche tessuti naturali come il cotone, la seta, il lino e la lana, lavabili ma tendenzialmente molto delicati.

All’interno dell’espressione tavolo effetto marmo, si cela un dilemma concettuale. Meglio scegliere un piano realmente in marmo, ossia privilegiare la pietra naturale. Oppure puntare sui cosiddetti materiali ad effetto marmo: ad esempio, il gres porcellanato o la ceramica che riproducono le venature del marmo ma offrono più garanzie in termini di resistenza agli urti e facilità nella pulizia. In questa breve guida, tutti i suggerimenti per una scelta consapevole e informata.

Il fascino indiscutibile dei tavoli in marmo

Se nella storia dell’arredamento tanti designer di grande nome si sono cimentati nella progettazione di tavoli in marmo, significa che questo elemento d’arredo è un vero must. Ma oltre le considerazioni squisitamente estetiche, vanno fatte anche valutazioni di carattere pratico: il marmo è una pietra naturale, una roccia calcarea composta in prevalenza da carbonato di calcio e si presenta in diversi colori, con venature più o meno evidenti. È un materiale robusto e durevole ma la sua superficie è delicata: teme l’usura, i graffi e le macchie. Proprio per questo motivo, spesso le lastre subiscono trattamenti di finitura, così da renderle più resistenti e garantire una sorta di impermeabilizzazione. Nonostante tutto, la porosità della pietra facilita l’assorbimento di liquidi e oli: il rischio di macchie che aggrediscano la superficie resta concreto.

D’altro canto la sua bellezza è tale che è difficile rinunciare al privilegio di accarezzare il piano di un tavolo il marmo: è quasi un gesto, spontaneo, naturale, automatico.

Spesso abbinati a una struttura in legno, i tavoli in marmo si trasformano in vere e proprie opere d’arte. E, in base alle ultime tendenze, vengono proposti anche per l’arredamento della cucina.

Bontempi: Tavolo Artistico in SuperMarmo da salotto
Artistico, il tavolo da salotto in SuperMarmo firmato Bontempi Casa

Tavoli effetto marmo: ispirazioni e consigli

materiali ad effetto marmo sono resistenti praticamente a tutto e visivamente sono quasi indistinguibili dall’originale: riproducono l’aspetto della pietra naturale sia nei colori, sia nelle venature, sia nelle finiture (che possono essere lucide, opache o spazzolate). Inoltre non temono l’unto, primo nemico del marmo naturale, e si puliscono molto facilmente con qualsiasi tipo di detergente.
Tra i materiali più utilizzati per riprodurre l’effetto marmo, ci sono la vetroceramica, la superceramica e il gres porcellanato. Pressati e cotti ad altissime temperature (fino a1200-1400°C), questi materiali raggiungono lo stato di vetrificazione, sono completamente idrorepellenti e molto resistenti. Il gres porcellanato e la ceramica possono essere inseriti sia in ambienti classici e importanti, che in contesti contemporanei e minimal: assicurando un tocco di eleganza e personalità.

Perché acquistare un tavolo in finto marmo

Versatilità è la parola chiave. Chi opta per una superficie in finto marmo, ottiene una totale libertà anche nella progettazione del tavolo: intesa come scelta della forma (tondo, rettangolare oppure ovale come suggeriscono le ultime tendenze), delle dimensioni, dell’abbinamento ad altri complementi d’arredo in qualunque zona della casa.
I tavoli in finto marmo sono adatti a ogni ambiente:
Tavoli da pranzo: spesso di grandi dimensioni, per riunire molti ospiti.
Tavolini da salotto: anche di piccole dimensioni ma con forme originali.

Tavoli per la cucina: spesso abbinati al materiale dell’isola o del piano di lavoro.
Tavoli per meeting room: per accogliere clienti e collaboratori su una superficie di forte impatto estetico.
Tavoli outdoor: per avere una nota di gusto e rendere omogeneo il layout interno ed esterno.

Bontempi: Tavolo Artistico in SuperMarmo
Artistico, il tavolo in SuperMarmo Bontempi Casa

SuperMarmo Bontempi: tecnologia e raffinatezza 

Il SuperMarmo Bontempi è un materiale innovativo, unico nel suo genere, che combina le caratteristiche straordinarie del marmo e le trasforma in qualcosa di moderno e funzionale. Nasce dall’accostamento di vetro e gres porcellanato, cui si aggiunge una perfetta stampa marmorea che riprende la lucentezza e le striature naturali della pietra più preziosa del mondo décor. Si ottiene così un materiale pressoché indistruttibile, resistente agli urti e all’usura del tempo, con una palette cromatica che può evolversi seguendo il gusto e le tendenze del momento. Particolarmente raffinato è il SuperMarmo Choco: una finitura calda e avvolgente, che abbraccia con le sue sfumature le tonalità golose del cioccolato. Nei suoi giochi di chiaroscuro, si rivedono i colori naturali della terra, dai più profondi a quelli lievi del beige e del crema.

Bontempi: Tavolo Barone in SuperMarmo Choco
Tavolo rotondo fisso Barone con struttura in acciaio laccato e piano in SuperMarmo

Ora che lo smart working si è trasformato nella quotidianità per milioni di persone, diventa indispensabile la creazione di una zona ufficio tra le mura domestiche. Ma come orientarsi per l’arredamento di uno studio in casa? Oggi, si predilige creare una zona nascosta o apparentemente chiusa, in grado di assolvere a più funzioni: controllare l’email, tenere la contabilità domestica, scrivere, editare foto e video sul computer. Ma anche nell’arredamento di questi spazi, a predominare sono sempre l’amore per il bello e il desiderio di creare un luogo che sia in armonia col resto della casa.

Ispirazioni e consigli per una zona home office 

Per chi ne ha la possibilità, una buona progettazione iniziale sarebbe sempre consigliata. Non è facile, infatti, ricavare zone studio se non si ha lo spazio sufficiente o se non esiste un angolo apposito, concepito sulla planimetria dell’abitazione. Per chi invece deve ricavare lo studio su una pianta domestica già esistente, il consiglio è privilegiare sempre ordine ed estetica. Ordine significa optare per una forte compostezza: scegliere postazioni con più cassetti possibili o quantomeno zone chiudibili, in modo tale da mantenere vivo il workflow senza dovere ogni volta rimettere tutto a posto. Inoltre, chiudendo porte, ante o cassetti, non si vive con l’ansia di avere un ufficio disordinato a vista, all’interno della propria abitazione.

Un piccolo studio da arredare con grandi idee

Se la casa ha una metratura molto piccola, bisogna trovare idee ad alto tasso di praticità: arredare un piccolo studio, come fosse un contenitore di pura astrazione, ma pur sempre funzionale. Si può creare, ad esempio, un piccolo studio nell’ingresso di casa, se la struttura presenta degli spazi o delle nicchie da sfruttare. Fondamentale è poi scegliere i colori giusti: uno studio, anche se piccolo, deve trasmettere serenità e concentrazione e per questo è fondamentale la scelta di cromie neutre, leggere, in continuità col resto della casa. Scegliere un colore troppo scuro potrebbe appesantire l’ambiente e rendere più difficile la concentrazione, soprattutto in uno spazio già piccolo che apparirà ancor più ridotto e opprimente.
Chi invece dispone di uno spazio ampio da adibire a studio dentro casa, può davvero divertirsi. Oltre ai complementi d’arredo tipici delle zone lavoro, uno studio di alto livello quasi sempre propone anche un divano. Tra le tante collezioni Bontempi, è facile trovare un divano di qualità, capace di conferire carattere e personalità a uno studio, anche domestico.

Dakota: divano Bontempi Casa
Dakota: il divano firmato Bontempi casa

Arredare lo studio di casa: cose a cui non si può rinunciare

Per arredare lo studio di casa, ci sono alcuni mobili di cui non si può fare a meno. Uno scrittoio: qualunque sia la sua dimensione, l’importante è che contenga tutto ciò che è essenziale per lavorare. Se poi si vuole dare all’ambiente più prestigio, si può inserire un tavolo al posto della scrivania. Ad esempio, il modello Bridge Bontempi: tavolo rettangolare e a botte, fisso o allungabile, con struttura e dettagli decorativi in acciaio laccato.
Una sedia: meglio se ergonomica, visto l’utilizzo protratto per varie ore durante la giornata.
Un pouf o una poltrona: ogni tanto cambiare punto di vista aiuta a riflettere meglio, ad avere nuove idee e a lavorare con una prospettiva diversa.
Una libreria: eventualmente su misura, se si hanno piccole nicchie a disposizione.
Una lampada o dei faretti: una buona illuminazione è fondamentale per ogni tipo di lavoro.

Charlotte: libreria Bontempi Casa
Charlotte: la libreria firmata Bontempi casa

Vintage o minimal: con che stile arredare lo studio di casa

Uno studio moderno, in stile minimal, predilige linee geometriche: un design contemporaneo, mobili semplici, poco vistosi. In questa concezione, lo spazio è il protagonista principale, quindi gli elementi di arredo devono essere ridotti all’essenziale. Il materiale per eccellenza sarà il metallo, anche declinato nelle sue versione laccate.
In uno studio dal sapore vintage invece il legno sarà il materiale dominante. Gran parte delle scrivanie vintage spiccano per i loro caratteristici intarsi, cosi come per le decorazioni sulle gambe della struttura. Immancabili saranno poi la cassettiera a lato, la libreria e, magari, la cosiddetta lampada da notaio in vetro opaco verde.

Uno scenario outdoor può diventare davvero esclusivo se si scelgono complementi d’arredo di qualità, che lo rendano attraente e vivibile come e più di uno spazio indoor. Il privilegio del vivere all’aperto passa attraverso la scelta di pouf e poltrone studiati ad hoc per l’esterno: mobili realizzati con tessuti e materiali adatti ad affrontare le sfide metereologiche. Elementi funzionali, resistenti, flessibili e di design, che uniscano estetica e praticità, con lo scopo di regalare relax e comfort a ospiti e proprietari.

Pouf e poltrone da esterno: consigli e ispirazioni

Prima regola: sbizzarrirsi, lasciarsi stimolare dalla grande varietà di modelli esistenti. Colore, modularità e comfort caratterizzano tutte le collezione outdoor, che comprendono poltrone, pouf e panche. Le poltrone, in particolare, sono l’elemento imprescindibile di un salotto all’aria aperta che sappia essere al tempo stesso confortevole ed elegante, così da favorire le occasioni di convivialità. Per scegliere le migliori poltrone outdoor, è fondamentale individuare le corrette proporzioni e le simmetrie in grado di valorizzarle all’interno dello spazio a disposizione. I pouf invece rappresentano un vezzo che comunica stile e passione per il design: la volontà di completare gli esterni, andando a riempire eventuali spazi vuoti con l’originalità e il capriccio di un pouf. Se ne trovano di tutti i tipi: coloratissimi, piccoli o oversize, con forme decise, linee pulite, giochi geometrici e volumi audaci.

Pouf per giardino: vantaggi e svantaggi

Il pouf da giardino è un complemento d’arredo per esterni sofisticato e chic. Oltre a rappresentare una comoda seduta, può essere utilizzato come contenitore e, all’occorrenza, come tavolino d’appoggio. Rotondi o quadrati, ormai tutti i modelli di pouf sono realizzati con materiali tecnici, per durare nel tempo e resistere all’azione degli agenti atmosferici. Ovviamente alcuni materiali, il legno ad esempio, sono più fragili. Mentre i modelli in metallo o plastica risultano più performanti sul lungo periodo. Interessante è anche l’utilizzo della fibra sintetica: plastiche intrecciate che richiamano gli arredi in rattan ma sono più resistenti all’usura nel tempo.

Forme e materiali: pouf classici e originali

I pouf da giardino sono disponibili in molteplici tipologie e dimensioni, a cominciare dall’iconico pouf a sacco, dalla forma classica e sinuosa: è il modello più conosciuto e tradizionale, quello che salta immediatamente alla mente. Si tratta di una beanbag stabile e voluminosa, in genere riempita di perline EPS e rivestita in morbido tessuto per ottenere un effetto soffice ed elastico, che si adatta perfettamente alla forma della persona che ci si appoggia. Questo tipo di pouf a sacco solitamente ha dimensioni piuttosto ampie e – per  essere adatto all’esterno – deve essere rivestito da un tessuto impermeabile: certi modelli si possono proporre anche al mare, addirittura sul bagnasciuga, come accade spesso nei resort di lusso. In tal caso, i tessuti devono essere idrorepellenti, resistenti ai raggi UV e inattaccabili da alghe e funghi.
Tra i pouf più originali, molto in voga sono quelli rettangolari: perfetti anche per essere utilizzati come coffee table. Mentre i pouf da giardino rotondi sono ideali per creare zone lounge con sedute singole, magari su un prato inglese.

Come scegliere le sedie outdoor

Curato nei minimi dettagli, ogni giardino, veranda, patio o piscina può trasformarsi in un’oasi di relax, dove trascorrere momenti piacevoli, godendo del benessere all’aperto. Per ottenere questo risultato, è basilare disporre di sedie belle e comode. Che siano anche resistenti ai raggi solari, facili da lavare e impermeabili alle intemperie. La tendenza odierna nell’arredamento punta a mantenere una certa continuità di stile tra l’interno di un’abitazione e il suo esterno: per questo motivo, è importante mantenere una coerenza cromatica tra interno ed esterno e, se possibile, una continuità in termini di materiali. Ultimamente, plastica e legno sono stati man mano sostituiti da nuove soluzioni. Oggi, vengono spesso scelte sedie in ferro e alluminio, realizzate con tecniche specifiche e ricoperte da verniciature che ne garantiscono una maggiore resistenza. Qualora si tratti di sedie ampie che ospitano cuscini, meglio privilegiare quelli prodotti in textilene: un tessuto sintetico praticamente indistruttibile, in grado di resistere a qualsiasi tipo di usura e di condizione meteo. In alternativa, si può optare per il batyline, tessuto che riesce a contrastare gli effetti dei raggi del sole e dell’umidità: gli schizzi d’acqua infatti sono da mettere in conto (specialmente nei salotti a bordo piscina). Tra le sedie outdoor, merita una citazione per design e praticità il modello Rocket di Bontempi.

Rocket: sedia Bontempi Casa
Rocket: la sedia firmata Bontempi casa

Per avvicinarsi al mondo delle lampade a sospensione, bisogna partire facendo una distinzione: spesso infatti si tende a confondere le lampade a sospensione coi lampadari. Si tratta invece di due categorie distinte, pur all’interno dello stesso settore: l’illuminazione. Le lampade hanno una sola cosa in comune coi lampadari: sono anch’esse appese al soffitto, ma a differenza dei lampadari difficilmente sono usate come luce principale. Le lampade a sospensione di solito sono accostate a lampade da terra. E sovente presentano paralumi di design.
Il lampadario invece ha come scopo principale quello di illuminare l’ambiente, decorando il soffitto. Si distingue dalle lampade soprattutto per la sua capacità di fornire un’illuminazione completa. Altra differenza: una volta installato, è raro rimuoverlo per via della pesantezza e delle poco agevoli manovre di disinstallazione che richiede.

Lampade a sospensione: come scegliere quella giusta

Le tendenze dell’arredamento negli ultimi anni hanno mostrato la crescita rilevante nella produzione di lampade a sospensione, che incontrano sempre più il gusto di ampie fasce di target. Spesso, si tratta di lampade in materiali naturali e semplici, quali legno, tessuto e vetro. Particolarmente ricercate sono le lampade a sospensione dal design minimale, senza eccessivi decori.
Prima di scegliere una lampada a sospensione, è importante studiare lo spazio a disposizione e quantificare l’effetto di luce che si vuole creare. Dopo questa prioritaria scrematura, si valuta il design in termini puramente estetici, optando per il modello che meglio si sposa col resto dell’ambiente. In tal senso, spicca per originalità del disegno e qualità della realizzazione, il modello Spark di Bontempi Casa. Si tratta di una lampada composta da una a sei sospensioni con rosone, struttura in ottone naturale e vetro borosilicato e lampada a sospensione per composizioni a grappolo – da abbinare al rosone multiplo da ordinare separatamente – con struttura e decentratore in ottone naturale e vetro borosilicato.

Spark: lampada Bontempi Casa
Spark: la lampada firmata Bontempi casa

Lampade a sospensione moderne per arredare la cucina

La versatilità di questo tipo di complemento d’arredo è testimoniata dall’utilizzo diversificato che se ne può fare: se inizialmente le lampade a sospensione erano indicate specialmente per saloni e zone living, ora sono diventate un must per le cucine, specialmente quelle d’ispirazione moderna. Molto spesso si tratta di modelli in vetro: le lampade da cucina a sospensione in vetro permettono di giocare con opacità e trasparenze. Quelle in plastica invece consentono di avere molta luminosità e possono avere forme tradizionali, come le sfere. Esistono anche modelli in legno, carta, pietra naturale, alluminio, gomma e sempre più utilizzato è oggi il tessuto. La cucina è un luogo che accoglie, che ospita che mette insieme le persone, va quindi ben illuminato. E le lampade a sospensione danno la possibilità di creare un cono di luce ad hoc dove si preferisce: sul tavolo, sul piano lavoro, su piano cottura.
Esistono lampade a sospensione per la cucina in vario stile:
Sospensioni per cucina in stile classico: un modello che non passa mai di moda, può essere in stile liberty con vetri uniti e decori floreali, oppure vintage, con linee morbide, privo di decori.
Sospensioni per cucina in stile rustico o industriale: un modello con la campana in ferro o acciaio, scura all’esterno e chiara all’interno.
Sospensione moderna per la cucina: un modello che sperimenta forme particolari, ma soprattutto in materiali come plastica traforata, acciaio piegato o vetro.

Tutto quello che c’è da sapere sulle lampade a sospensione di design

Le lampade a sospensione di design spesso propongono una struttura in metallo, dallo stile industriale. È una scelta ben precisa: il forte impatto visivo si declina in molteplici tipologie e finiture, ne definisce lo stile e rende le lampade in metallo facilmente adattabili ad ambienti moderni come a quelli classici. Un modello esemplare di lampada a sospensione di design firmata Bontempi è Pandora, con rosone e corpo laccati nelle varie finiture disponibili.
Molte lampade di design a sospensione risultano perfette per illuminare il piano di lavoro dell’ufficio ed – essendo in gran parte orientabili – permettono di fare luce d’accento su specifici oggetti o porzioni di spazio.
Da segnalare infine il tema del risparmio energetico: la maggior parte delle lampade a sospensione di design sono abbinate a lampadine led. Da ciò, nasce la possibilità di ottenere un sensibile passo avanti nella lotta agli sprechi: i led usano infatti il 90% di energia in meno rispetto alle tradizionali lampade a incandescenza.

Pandora: lampada Bontempi Casa
Pandora: la lampada firmata Bontempi casa

Indispensabili ma anche decisamente impattanti a livello estetico. È questo aspetto che caratterizza le sedie, in ogni contesto d’arredo di alto livello. E tra le innumerevoli tipologie di sedie esistenti, le più comode sono indubbiamente quelle imbottite. Ma come trovare il giusto compromesso tra stile e praticità? E meglio scegliere sedie imbottite classiche o modelli dal design contemporaneo? Quando si tratta di scegliere le sedie imbottite, il punto di partenza è pensare dove saranno collocate e con quale funzione. La destinazione può essere molteplice: dalla più classica, intorno al tavolo da pranzo, allo studio, fino all’ingresso e alla camera da letto. Un altro criterio da non trascurare per la scelta delle sedie imbottite è l’abbinamento con gli altri arredi, che diventa decisivo qualora si decida di proporre nella stessa stanza differenti tipologie di seduta.

Sedie imbottite classiche: ispirazioni e idee

Scegliere sedie imbottite dallo stile classico è sempre una mossa vincente: si tratta di complementi d’arredo eleganti, capaci di impreziosire gli interni di case e uffici. Spesso, tra le sedie imbottite classiche si tende a preferire quelle rivestite in pelle: non a caso, queste soluzioni iconiche da sempre sono presenti nei cataloghi dei più sofisticati brand di lusso e spesso vengono esposte in musei d’arte moderna. La grande varietà di stili e formati consente di accedere a un’offerta vastissima, che si traduce in infinite possibilità di utilizzo: le sedie imbottite classiche infatti trovano posto anche in ambienti dal design moderno, per creare un contrasto che risulta sempre affascinante.

Sedie imbottite di design: le ultime tendenze

Le sedie imbottite di design mantengono il vantaggio di essere comode e confortevoli, pur catturando l’occhio con forme, volumi, colori e materiali moderni e innovativi. Sono sempre realizzate seguendo scrupolosi principi ergonomici ma si concedono qualche vezzo: ad esempio, la scelta di colori acidi e fluorescenti, di fantasie fortemente impattanti oppure l’accostamento di materiali costruttivi apparentemente disomogenei. Se poi, per arredamento di design moderno si intende lo stile minimal, la scelta ricade sovente su sedie imbottite total white oppure con materiali e finiture grey, che riproducono l’effetto cemento.

Perché acquistare sedie imbottite eleganti

C’è chi le chiama sedie imbottite eleganti, ma forse sarebbe più giusto chiamarle senza tempo. Quei modelli classici, che hanno fatto del loro rigore estetico una forza. Scegliere questo tipo di sedie imbottite eleganti significa andare sul sicuro: avere la certezza di conferire prestigio e autorevolezza all’ambiente che si intende arredare. Tra i tanti modelli che uniscono eleganza e design, spicca la collezione Chantal di Bontempi. Si tratta di una sedia con struttura in legno massello e struttura in acciaio, in tondino di acciaio. Gambe a sezione conica, girevole, con e senza ruote in alluminio laccato.

Chantal: sedia imbottita Bontempi Casa
Chantal, la sedia imbottita firmata Bontempi Casa

Come scegliere sedie imbottite da salotto

Per scegliere le sedie imbottite del salotto è bene iniziare da una valutazione delle finiture e dell’atmosfera che già esprime l’ambiente di partenza: così che ci sia una coerenza di colore e finitura. Una soluzione molto frequente è quella di affiancare sedie con e senza braccioli. In questi casi, si lascia in genere ai due posti capotavola la poltroncina perché ha più spazio a disposizione. I modelli a poltroncina sono pratici anche per aumentare il numero di posti a sedere nella zona conversazione quando ci sono ospiti e magari il salotto non è così ampio da contenere vere e proprie poltrone fisse. Tra i diversi modelli di sedie imbottite da salotto formate Bontempi spicca Drop, elegante, funzionale e di design.

Drop, sedia imbottita Bontempi Casa
Drop, la sedia imbottita firmata Bontempi Casa

Sedie imbottite da cucina: guida alla scelta

Perché una sedia imbottita sia comoda anche in cucina, bisogna da subito valutarne le dimensioni in relazione al tavolo cui verrà abbinata. Va considerato uno spazio di circa 30 cm tra la seduta e la parte inferiore del tavolo e, nel caso di una seduta imbottita, bisogna misurare l’altezza che garantisce la comodità sia senza, sia col peso di una persona: così da capire quanto si abbassa l’imbottitura. Oltre all’altezza della sedia, vanno verificate anche la larghezza e la profondità della seduta: sarebbe antiestetico avere sedie che sporgono in maniera disordinata o sono troppo ravvicinate tra loro.

Se c’è un pezzo che immediatamente nell’immaginario collettivo è sinonimo di alto design italiano, è certamente il divano: uno degli elementi d’arredo più importanti, sia all’interno di un contesto domestico, sia in un ambiente professionale. Nel momento della scelta di un divano, c’è sempre una discriminante di partenza: meglio in pelle o in tessuto? La risposta è: meglio di buona fattura.

Indipendentemente dal materiale, va scelto un modello solido, con ottime finiture, che sia piacevole esteticamente e durevole nel tempo.

Meglio un divano in pelle o in tessuto: i criteri per scegliere

La robustezza è certamente un punto di partenza, ma ci sono altri aspetti che entrano in gioco nella scelta di un divano in pelle o in tessuto: la forma e lo stile devono adattarsi al contesto. Il colore è fondamentale: si può optare per cromie in continuità col resto dell’ambiente. Oppure staccare: scegliendo un colore di forte impatto, che diventi protagonista assoluto all’interno della stanza. C’è poi il discorso della manutenzione, inteso come lavabilità: i divani in tessuto, se sfoderabili, assicurano facilità di lavaggio, a volte senza nemmeno ricorrere alla lavanderia. Le proposte in pelle sono potenzialmente più fragili, esposte ad abrasioni o tagli. Dunque, una scelta puramente razionale tra divano in pelle o in tessuto non è possibile: prevale sempre l’aspetto soggettivo nella valutazione estetica e funzionale. La collezione Antares ad esempio ha una forte personalità sia in pelle, sia in tessuto: il design compatto e le impunture lo rendono un modello moderno e allo stesso tempo elegante. I braccioli e gli schienali sottili racchiudono le forme imbottite e generose. Le linee minimal della struttura e le sedute alte sono una combinazione ideale per garantire relax.

Divano da soggiorno Antares firmato Bontempi Casa
Antares, divano dalle linee minimal, firmato Bontempi Casa

L’irresistibile fascino del divano in pelle

Divano in pelle o in tessuto? Chi sceglie un divano in pelle, di solito tende a privilegiare il design: vuole un elemento cardine in termini di bellezza, capace di durare nel tempo. Non a caso, un divano in pelle di ottima realizzazione mantiene il suo fascino inalterato, anche quando è un po’ vissuto. Fondamentale è che la pelle sia periodicamente trattata con appositi prodotti: così da conservare la morbidezza al tatto.

Un aspetto problematico dei divani in pelle è invece il fatto che non siano sfoderabili, per cui un vero e proprio lavaggio non è possibile: di solito, si tende a pulirli con un panno umido. Questo è un aspetto da considerare nella scelta tra divano in pelle e in tessuto, specialmente se a diretto contatto col divano ci siano animali o bambini molto piccoli.

Perché scegliere un divano in tessuto

Se il divano in pelle rappresenta un grande classico, quello in tessuto è sempre più richiesto sul mercato. Negli ultimi anni, c’è stata una iper produzione in termini di creatività: i tessuti che vengono più comunemente utilizzati per rivestire i divani sono il cotone e il lino. Ma i designer oggi si sbizzarriscono nel creare modelli sempre più distintivi, in termini di forma, volume e colore.

Al di là dell’aspetto estetico, è essenziale optare per un tessuto pratico, resistente e di ottima qualità. Tessuti scadenti, magari mescolati a sintetici, possono rapidamente logorarsi, formare striature di colore differente, originare piccoli e antiestetici pallini di lanugine. Il grande plus dei divani in tessuto è che quasi tutti sono sfoderabili, perciò lavabili. Detto questo, è altrettanto vero che sono più esposti ad attacchi da parte di acari e batteri e tendono ad assorbire gli odori domestici.

Artistico, il tavolo in tessuto per arredare il tuo soggiorno
Artistico di Bontempi Casa è il divano in tessuto adatto ad arredare il tuo salone

Scegliere tra divano in pelle o in tessuto in base alla collocazione

Il dubbio tra pelle o tessuto può essere risolto valutando quale sarà la posizione del divano in casa. Esistono ad esempio modelli destinati a spazi di minore utilizzo, come ingressi o corridoi, oppure pensati come supporti al living o alla camera da letto. Spesso sono di dimensioni contenute, scelti più per bellezza che per un utilizzo frequente: in questi casi, si privilegia la pelle, addirittura capace di migliorare il proprio aspetto con passare del tempo. Le versioni in tessuto, sfoderabili, sono più consone per divani adibiti a un uso intensivo e continuo.

Quando si parla di design in tema di illuminazione, il primo spontaneo pensiero va a una lampada da terra ad arco. Come suggerisce il nome, le lampade ad arco si distinguono per il lungo braccio curvo, detto anche stelo, spesso sostenuto da una base in marmo o in metallo. Una lampada da terra ad arco impreziosisce la stanza, anche quando è spenta: il suo stile senza tempo si sposa bene con un arredamento d’ispirazione moderna ma anche con un ambiente dai tratti più classici.

Come scegliere una lampada da terra ad arco

La prima, basilare, domanda da porsi è: che tipo di illuminazione richiede la stanza in cui verrà posizionata la lampada, o meglio ancora che tipo di utilizzo si intende fare di quella stessa stanza. Le lampade da terra ad arco infatti sono estremamente versatili. Per dimensioni, design e caratteristiche, si prestano all’utilizzo in tanti differenti scenari domestici e professionali: vicino a un tavolo da pranzo o a una scrivania, di fianco a un divano o a una poltrona, in corridoio, in un angolo dedicato a relax e lettura, in camera da letto e perfino in una grande sala da bagno. Naturalmente, ognuno di questi ambienti ha esigenze di illuminazione specifiche. Ciò determina la scelta di un particolare modello, a scapito di un altro: con uno o più steli, con uno o più punti luce.

Lampada da terra ad arco Circle firmata Bontempi Casa
Circle, Lampada da terra ad arco firmata Bontempi Casa

Lampada da terra ad arco: estetica e funzionalità in perfetto equilibrio

Un fattore importante nello scegliere una lampada da terra ad arco è la possibilità di personalizzarla: per esempio, il braccio della lampada può essere allungato o accorciato. E il paralume può essere inclinato per orientare il fascio di luce in differenti direzioni. Le lampade ad arco da terra sono un’opzione versatile per illuminare gli ambienti. Questa grande flessibilità le rende adatte a molti progetti di illuminazione: in particolare, sono perfette per illuminare un piano orizzontale, che sia un tavolo o una seduta.

Quale modello scegliere tra i tanti a disposizione.

La lampada da terra ad arco è un pezzo iconico nel mondo dell’home interior. Proprio per questo motivo è stata spesso reinterpretata da differenti generazioni di designer. Il modello più classico nasce negli anni sessanta e consta sostanzialmente di tre elementi: base in marmo, stelo curvo e paralume a forma di mezza sfera. Molto apprezzate sono poi le lampade ad arco con tre luci: hanno tre steli e su ognuno è fissato un punto luce, che si può accendere singolarmente. Nel corso degli anni, la sperimentazione ha portato alla nascita di modelli dal design più estremo. Tra questi, spicca per eleganza, originalità e carattere la lampada da terra ad arco Circle.

 Circle, Lampada da terra ad arco
Circle di Bontempi Casa è la nuova Lampada da terra ad arco

Lampada da terra ad arco: altezza, mezza bellezza

Quando si sceglie una lampada da terra ad arco, lo si fa per creare un ambiente sofisticato e godere di una varietà di atmosfere. Un fattore decisivo da considerare nella scelta, è l’altezza della lampada: l’altezza definisce in quale modo la luce andrà e distribuirsi nella stanza. L’altezza ideale di una piantana ad arco da terra varia tra 170 e 210 cm. Molto dipende dallo scenario di utilizzo: ad esempio, chi desidera che il fascio di luce illumini un tavolo da pranzo, naturalmente dovrà optare per il modello più alto.

Perché acquistare una lampada da terra ad arco?

Una lampada da terra ad arco crea atmosfera. Immediatamente, conferisce all’ambiente in cui si trova calore e armonia.

Una lampada da terra ad arco è ottima per leggere, lavorare e studiare, avendo la scrivania ben illuminata senza l’ingombro di una lampada da tavolo.

Una lampada da terra ad arco è un punto luce di design fortemente decorativo. Disponibile in tanti modelli, colori e materiali.