Si dice che a 30 anni tutto cambi, che i 30 anni non siano la fine, ma l’inizio. A 30 anni si delinea il proprio gusto, il proprio modo di vedere il mondo, si abbandonano quasi tutte le incertezze della gioventù e nascono le prime consapevolezze. A 30 anni si comincia a pensare dove si sta realmente andando. Dove e come si vuole vivere. A 30 anni si sceglie la prima casa, quella “vera”, che sarà la tua per un lungo periodo diversamente dal periodo universitario, molto più breve. In un’epoca come questa, dove tutto si muove ad altissima velocità e forse senza più alcuna logica, la generazione dei trentenni è quella che più sta vivendo questi importanti cambiamenti sociali e culturali.

Per capirci di più, siamo entrati nelle case di tre trentenni famose: Silvia Rossi, Ilaria Sirena e Stefania Rubino, CEO del progetto virale itrentenni.com. Tre ragazze con diversi obiettivi tra i quali una webtv, un sito, un libro fresco di stampa (“Hai detto 30?” di Rizzoli), un e-commerce, dei social network da oltre 200 mila follower. Ma soprattutto un sogno comune: quello di raccontare una generazione intera, sotto ogni piccolo aspetto della vita quotidiana, fra risate contagiose e riflessioni condivise online.

Sulla casa dei trentenni di oggi, quindi, abbiamo scoperto che…

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1. Lo spazio abitativo deve essere polifunzionale, perché la professione si è evoluta, ci sono sempre più giovani freelance, che lavorano spesso da casa, con contratti a progetto e collaborazioni. Ecco perché il segreto per una casa multitasking di Ilaria è una stampante “nascosta” nel mobile del salotto; ecco perché Silvia tiene il suo portapenne sul tavolo della cucina e Stefania vive al massimo il suo open-space fra cucina e soggiorno. 2. A 30 anni si può fare ancora tutto, anzi, si fa proprio di tutto. Un lavoro creativo, una nuova famiglia che nasce, gli amici di sempre, le passioni individuali sempre più trasversali… La casa di un/una trentenne è davvero un mondo a sé che racchiude la vita a 360 gradi.

Silvia è giornalista, autrice, attrice e speaker. Vive nella tranquilla e verde provincia di Milano, ma è sempre alle prese con mille progetti creativi in città. “La mia casa è un mix di oggetti e arredi vintage e moderni”. La sua stanza preferita è il salotto, “perché è più caldo e colorato”. Lì: “un giradischi, il divano e la libreria”. La sua sensazione di pace assoluta.

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Stefania invece – che vive nel cuore di Roma – ama follemente la sua ampia terrazza, da cui può ammirare l’incredibile skyline della capitale.  Ma l’open-space che unisce la cucina con il soggiorno è il suo “spazio comodo” per lavorare, cucinare, leggere, creare. Nella vita è una Sales Manager, si occupa di moda e, come le amiche Silvia e Ilaria, lavora sul progetto dei Trentenni a tutto tondo.

Ilaria è un architetto di Milano, e di case, spazi, arredi e design se ne intende. “La mia casa è il mio gioiello, ci tengo molto, la curo sotto ogni aspetto. L’ordine e l’armonia sono le mie parole chiave fra le mura di casa”. Ma quali sono gli elementi fondamentali della casa di una donna (quasi mamma oltretutto!) architetto trentenne? “Un ampio soggiorno, una piccola lampada sul tavolino basso di fianco al divano, una barra di legno su cui appendere tutti i diversi mestoli in cucina”. E nella zona notte… “non può mancare un pratico ed elegante cassettone”.

Silvia, Ilaria e Stefania sono tre trentenni diverse tra loro –  in qualche modo rispecchiano le personalità di molte loro coetanee. Per Silvia, la creativa, la poltrona vintage in camera da letto è essenziale “per appoggiarci tutti i vestiti”, secondo Ilaria, pratica e concreta, “lo svuota-tasche minimal è d’obbligo in ingresso”; Stefania, dinamica ed energica, non rinuncerebbe mai alla sua macchinetta del caffè (“e a un divano rigorosamente con chaise longue!”.

Insomma, gusti e immaginari differenti, modi di vedere il mondo che, seppur diversi tra loro, trovano il loro spazio all’interno di casa. Casa. Cosa vuol dire “casa” per le trentenni contemporanee? “Per me è calore, sicurezza, comfort. Deve rispecchiare la mia personalità e quella del mio fidanzato Luca, deve racchiudere le nostre passioni. A casa c’è sempre della buona musica in sottofondo, proprio come quando mi svegliavo da bambina la domenica e mio papà metteva delle bellissime canzoni e ballavamo tutti insieme”, dice nostalgica Silvia. Che poi, cosa c’è più dolcemente nostalgico dell’ironia degli Anni 90?

Anche Ilaria non ha dubbi: “Casa per me significa due cose – famiglia e condivisione. Per me casa vuol dire essere fortunata. Ho una casa che ho sempre sognato, con spazi ampi e luminosi e tutto il calore di cui ho bisogno”. Ilaria sta per avere un bambino, insieme al suo compagno Davide.

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“Ho traslocato molte volte nella mia vita, mi sento un po’ nomade. C’è la casa di Messina, nella mia terra d’origine, dove ancora adesso ritrovo l’amore dei miei genitori e i ricordi della mia infanzia. Le 5 diverse case che ho cambiato a Milano, durante i 16 anni trascorsi lì: ciascuna rappresenta e custodisce momenti di crescita e trasformazione. E ora la mia casa romana, dove è nata la mia nuova famiglia, mio figlio. Casa per me è un “finalmente”, quel sospiro agognato dopo essersi chiusi la porta alle spalle”, sono le parole di Stefania.

Un viaggio eterno la vita, sembrano dire le storie di queste tre trentenni italiane. E come loro c’è una generazione che vive le stesse emozioni, gli stessi dubbi e compie spesso le stesse scelte. Scegliere non è mai facile, soprattutto a 30 anni oggi, ma per fortuna che c’è Casa.

Courtesy photo cover: Claude Seggi

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